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La gestione del territorio rurale tra opportunità e rischi:

ecological networks e impatti ambientali

Il Convegno è ispirato dalla presentazione dei risultati di due progetti di ricerca di colleghi della seconda sezione AIIA. Il primo è il progetto “Riduzione delle emissioni di Ammoniaca e Gestione delle Risorse Idriche nella piana del Sele RiAGRI-SELE” finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Campania. Il secondo è il progetto di ricerca “Ecological networks and landscape planning: case studies in Sardinia” approvato dall’Università di Sassari, con finanziamento della Fondazione di Sardegna.

Riduzione delle emissioni di Ammoniaca e misure di mitigazione degli impatti ambientali nel settore zootecnico

Gli allevamenti zootecnici costituiscono una quota significativa delle risorse economiche nell’ambito del settore primario. Perché ci sia sviluppo sostenibile è però necessario che questa preziosa risorsa economica si adegui alle richieste delle normative in materia di tutela ambientale. Oltre alla ormai più che ventennale Direttiva Nitrati, è di futura emanazione anche la National Emission Ceilings Directive (NECD) che imporrà la riduzione delle emissioni di ammoniaca oltre che di altri gas quali i VOC non metanigeni, soprattutto dall’agricoltura e in particolare dagli allevamenti zootecnici. Come difatti riporta il rapporto ambientale del 2016 dell’European Environment Agency l’agricoltura e in special modo gli allevamenti zootecnici, sono responsabili per il 94% dell’emissioni totali di ammoniaca dei paesi EU-28. La volatilizzazione dell’ammoniaca rappresenta una delle principali vie di perdita dell’azoto, comportando quindi una riduzione dell’efficienza della produzione agricola. Per far fronte a ciò, una corretta stima delle emissioni diventa essenziale all’interno della stesura di un bilancio dell’azoto. È pertanto necessario attuare misure di mitigazione degli impatti potenziali derivanti da pratiche agricole poco attente all’ambiente. Un’attenta gestione dei reflui zootecnici unitamente a pratiche di gestione e ottimizzazione delle risorse idriche può determinare una maggior contenimento dei principali danni ambientali legati all’allevamento bufalino, e alla zootecnia più in generale.

 Rural and periurban landscapes: ecological networks vs green infrastructures

La presenza degli insediamenti umani nel paesaggio rurale e periurbano è una delle principali cause dei processi di frammentazione, cioè di frantumazione dell’habitat naturale in tessere sempre più piccole e numerose. Il fenomeno è noto e misurato da diverso tempo, vista la sua criticità per il corretto ed equilibrato sviluppo del paesaggio ambiente. Le reti ecologiche sono sistemi complessi di habitat (patch) e di connessioni (corridoi) capaci proprio di riconnettere quelle tessere contribuendo quindi alla deframmentazione del paesaggio. Mentre tradizionalmente le reti ecologiche hanno finito per essere studiate e istituite soprattutto sotto il profilo degli habitat (o nodi), più recentemente è emerso il concetto di green infrastructure, secondo cui anche i corridoi presentano caratteristiche importanti soprattutto rispetto alla multifunzionalità degli usi del suolo e all’erogazione di servizi ecosistemici. Tra questi si ricorda certamente la deframmentazione del paesaggio, ma anche la fornitura di spazi verdi, l’assorbimento dell’anidride carbonica, la riduzione delle isole di calore e, in generale, l’aumento della capacità adattativa ai cambiamenti climatici.

La gestione del territorio rurale tra opportunità e rischi:

ecological networks e impatti ambientali

Il Convegno è ispirato dalla presentazione dei risultati di due progetti di ricerca di colleghi della seconda sezione AIIA. Il primo è il progetto “Riduzione delle emissioni di Ammoniaca e Gestione delle Risorse Idriche nella piana del Sele RiAGRI-SELE” finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Campania. Il secondo è il progetto di ricerca “Ecological networks and landscape planning: case studies in Sardinia” approvato dall’Università di Sassari, con finanziamento della Fondazione di Sardegna.

Riduzione delle emissioni di Ammoniaca e misure di mitigazione degli impatti ambientali nel settore zootecnico

Gli allevamenti zootecnici costituiscono una quota significativa delle risorse economiche nell’ambito del settore primario. Perché ci sia sviluppo sostenibile è però necessario che questa preziosa risorsa economica si adegui alle richieste delle normative in materia di tutela ambientale. Oltre alla ormai più che ventennale Direttiva Nitrati, è di futura emanazione anche la National Emission Ceilings Directive (NECD) che imporrà la riduzione delle emissioni di ammoniaca oltre che di altri gas quali i VOC non metanigeni, soprattutto dall’agricoltura e in particolare dagli allevamenti zootecnici. Come difatti riporta il rapporto ambientale del 2016 dell’European Environment Agency l’agricoltura e in special modo gli allevamenti zootecnici, sono responsabili per il 94% dell’emissioni totali di ammoniaca dei paesi EU-28. La volatilizzazione dell’ammoniaca rappresenta una delle principali vie di perdita dell’azoto, comportando quindi una riduzione dell’efficienza della produzione agricola. Per far fronte a ciò, una corretta stima delle emissioni diventa essenziale all’interno della stesura di un bilancio dell’azoto. È pertanto necessario attuare misure di mitigazione degli impatti potenziali derivanti da pratiche agricole poco attente all’ambiente. Un’attenta gestione dei reflui zootecnici unitamente a pratiche di gestione e ottimizzazione delle risorse idriche può determinare una maggior contenimento dei principali danni ambientali legati all’allevamento bufalino, e alla zootecnia più in generale.

 Rural and periurban landscapes: ecological networks vs green infrastructures

La presenza degli insediamenti umani nel paesaggio rurale e periurbano è una delle principali cause dei processi di frammentazione, cioè di frantumazione dell’habitat naturale in tessere sempre più piccole e numerose. Il fenomeno è noto e misurato da diverso tempo, vista la sua criticità per il corretto ed equilibrato sviluppo del paesaggio ambiente. Le reti ecologiche sono sistemi complessi di habitat (patch) e di connessioni (corridoi) capaci proprio di riconnettere quelle tessere contribuendo quindi alla deframmentazione del paesaggio. Mentre tradizionalmente le reti ecologiche hanno finito per essere studiate e istituite soprattutto sotto il profilo degli habitat (o nodi), più recentemente è emerso il concetto di green infrastructure, secondo cui anche i corridoi presentano caratteristiche importanti soprattutto rispetto alla multifunzionalità degli usi del suolo e all’erogazione di servizi ecosistemici. Tra questi si ricorda certamente la deframmentazione del paesaggio, ma anche la fornitura di spazi verdi, l’assorbimento dell’anidride carbonica, la riduzione delle isole di calore e, in generale, l’aumento della capacità adattativa ai cambiamenti climatici.

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